giovedì 27 gennaio 2011
Per non dimenticare
è quello che scriveva Primo Levi...
In questi giorni, ho letto una frase scritta da Anna Frank
"Non penso a tutta la miseria ma a tutta la bellezza che ancora rimane"
Apparentemente sembra che queste due espressioni si contraddicano, ma non penso sia così.
E' importante e giusto, sapere, conoscere e comprendere il passato, ciò che è stato prima di noi soprattutto per chi fortunatamente non l'ha vissuto. Una volta fatto tesoro del trascorso alziamo lo sguardo al futuro e apriamo il cuore alla speranza. Perchè la violenza e la crudeltà non l'abbiano vinta.
Voi cosa ne pensate?
Come immagine ho scelto questa foto che ho scattato la scorsa estate sulle 3 cime di Lavaredo. Si trovano ancora pezzi di filo spinato residui della grande guerra.
Ma tra la rocce e il filo spinato, su un terreno apparentemente arido e duro ecco spuntare un fiore che richiama la VITA e la SPERANZA!
venerdì 23 aprile 2010
Semplicità
-E a quel punto cosa farei?
- Potresti rilassarti e goderti la vita.
-Cosa credi che stia facendo ora?
tratto da “Elogio alla Semplicità” di John Lane
mercoledì 27 gennaio 2010
Giorno della memoria
martedì 3 novembre 2009
Adulazione

E mi accorgo che, per cattivarsi gli uomini, non c'è miglior via che ammantarsi delle loro inclinazioni, accettare i loro principi, incensare i loro difetti e approvare tutto quello che fanno.
p.s. ringrazio mio papà per questa ispirazione
mercoledì 30 settembre 2009
Considero valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca (da “Opera sull'acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002)
giovedì 16 luglio 2009
Pensieri e speranze

martedì 30 giugno 2009
Alla ricerca della calma interiore...
E' un pensiero fisso che mi gira per la testa.
L'ho scritto io qui e l'ho letto anche da molti blog.
La ricerca di questo stato di grazia, di pensieri leggeri, di tempo per noi.
Mi chiedo perchè, se siamo tutti alla ricerca di questo, se ne abbiamo così tanta necessità ci riduciamo a farlo solo per quelle due o tre settimane di ferie all'anno?
Sto cercando con tutte le mie forze, di mantenere il buono stato psicofisico guadagnato in questa settimana di ferie e ragionando su quale metodo adottare per continuare così.
Non credete che questo ci servirebbe da riflessione? Che dovremmo cercare di porre rimedio alla nostra quotidianità così soffocante?
Ho scritto dei propositi sulla mia agendina mentre ero in spiaggia, e spero tanto che non si riducano ai soliti propositi stile "anno nuovo" che si fanno spesso il 31 dicembre di ogni anno... come ad esempio iniziare un'attività sportiva, una dieta o un nuovo corso di lingue...
Probabilmente sarebbe da rivedere lo stile di vita e quindi soprattutto il lavoro?
Lavoriamo per soddisfare delle voglie, dei bisogni; forse riducendoli e accontentandoci potremmo avere meno necessità di lavorare così tanto?
E' auspicabile riuscire a "stressarci" meno?
Durante la vacanza ho trovato la camera riassettata e il piatto pronto per un'intera settimana e ora tornata a casa provo piacere nel cucinare e nel sistemare la casa. E' una sensazione davvero buona trovare piacere nelle piccole attività di tutti i giorni. Scopro quanto può essere magico muoversi per la casa con lentezza, con gesti cauti e dolci come se dentro di me risuonasse una dolce melodia, come se stessi danzando sulle note di Le Valse di Amelie...
Il respiro calmo, il diaframma rilassato, la bocca chiusa senza digrignare i denti o ancora meglio il sorriso sul volto. Sistemo i fiori del terrazzo e invece di pensare alla prossima cosa che "devo fare" penso solo ai colori dei fiori e mi soffermo appoggiata alla ringhiera a guardare i bimbi che giocano nel parco o le nuvole che passano in cielo.
Io mi impegnerò a mantenere tutto questo; certo il caldo afoso non aiuta, il clima che trovo spesso in ufficio neppure, la ricerca del posto auto... ma ci provo.
Ho notato che un'influenza positiva la riesco ad ottenere da:
- passeggiata nel verde
- riposino pomeridiano in camera con tapparella quasi interamente abbassata brezza leggera che entra dalla finestra, lenzuola colorate leggere che ci abbracciano (quando possibile)
- giretto al vivaio tra i colori dei fiori
- cantare, cantare, cantare
Il mio compagno puntualmente mi consiglia lo sport... ma io sono la pigrizia fatta persona e mi ritrovo alla perfezione in questa grandiosa vignetta di Silvia Ziche.
vignetta di Silvia Ziche tratta dalla rivista "Donna Moderna"
E voi, avete delle ricette personali da condividere per "stare bene" per agire con lentezza?
on air: "Le Valse d'Amélie" - Yann Tiersen
martedì 3 marzo 2009
Sorridi...
"Un giorno senza un sorriso è un giorno perso"
Charlie Chaplin
Il sorriso è un'espressione del volto umano.
Il sorriso manifesta serenità, benessere e apertura nei confronti di un'altra persona. Un sorriso è come una buona accoglienza. L'espressione viene usata sia per manifestare uno stato emotivo, sia come strumento di comunicazione nel rapportarsi con gli altri.
Nel primo caso il sorriso è spontaneo e quasi involontario, compatibilmente con il carattere e le attitudini della persona. Nel secondo caso invece il sorriso è incanalato in un codice di comportamento, e può essere dunque semplicemente una forma convenzionale di approccio. Un sorriso può essere dunque più o meno sincero e spontaneo, e non sempre sottintende un atteggiamento di apertura verso l'altro quanto piuttosto l'espressione di un personale stato d'animo.
Il sorriso rappresenta comunque nella cultura comune l'espressione della felicità. Sono quindi dell'idea che un sorriso generi un altro sorriso, come una reazione a catena. Questo su volti umani, su persone predisposte, aperte... In alcuni casi, purtroppo ci si trova davanti un muro, che interrompe la catena, ed è un vero peccato. E' proprio come sbattere la testa contro un vetro, come lanciare dei semi sull'asfalto.
Nei neonati il sorriso è semplicemente una reazione del sistema nervoso ma già dal IV mese diventa una reazione ad uno stimolo fino a diventare strumento di linguaggio e quindi di socializzazione. Avete mai osservato quanto sorridono e come lo fanno i bambini? Spesso, e in maniera del tutto spontanea ...
Nonostante ci si riferisca propriamente al sorriso pensando alla sola bocca, l'espressione coinvolge anche gli occhi. La carica espressiva e comunicativa del sorriso deve proprio allo sguardo la sua profondità. Un sorriso sincero e istintivo stira le labbra di netto e rende più vivace e profondo lo sguardo. Al contrario, un sorriso forzato o di circostanza non cambia lo sguardo, limitando a contrarre i muscoli della bocca.
E allora forza, un bel sorriso! Sono convinta che il nostro umore possa cambiare affrontando la giornata con un sorriso perchè predispone noi e i nostri interlocutori ad un rapporto più sereno.
Tenere la fronte agrottata e lo sguardo corrucciato non fanno bene ne a noi ne agli altri, e poi vengono le rughe!
on air: "Il miglior sorriso della mia faccia" - Paolo Conte
martedì 17 febbraio 2009
Strade e pensieri...
mi sembrano più grandi
e anche un poco più tristi
è perchè non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte
mi sembrano più grandi
e forse un poco più tristi
è perchè non c'è in giro nessuno.
Voglio correre a casa
voglio correre da te
e dirti che ti amo
che ho bisogno di te.
Speriamo che tu non dorma già,
mi spiacerebbe svegliarti.
Giorgio Gaber
L'ho letta e mi ci sono trovata dentro, come se le parole fossero state partorite dalla mia mente per poi apparire direttamente sulla lavagna davanti a me.
Tornando a casa, guidando da sola continuavano a rimbalzarmi in testa.
martedì 10 febbraio 2009
Buon riposo...
Sono inutili tanti discorsi in difesa della vita, sprecato il tempo dei politici che si sono accaniti attorno a questa vicenda per strumentalizzare l'opinione e cercare visibilità, e non parlo del Vaticano.
Dov'è finita la compassione? Quei fanatici che hanno chiamato "assassino" il padre di Eluana, hanno una minima idea della sofferenza che possono aver provato per 17 lunghi anni quei genitori?
Io amo la vita, ma la vita stessa deve essere vissuta altrimenti che vita è?
Esprimo la mia solidarità a quei poveri genitori, che possano trovare un po' di pace e di rassegnazione e che possano continuare, o meglio, riprendere a vivere.
venerdì 9 gennaio 2009
Giù al nord

Ieri sera al cineforum ho visto un film francese molto interessante e soprattutto divertente.
Una commedia sul tema dell'abbattimento dei pregiudizi tra nord e sud e quindi tra abitanti di regioni diverse, e dai diversi dialetti.
Un film che vi consiglio anche perchè il regista Dany Boon è riuscito a coniugare il divertimento con l'umanità e con un messaggio non declamato. È ancora possibile conoscersi e comprendersi nonostante tanti stereotipi. È sufficiente provare ad andare oltre, provare a capirsi ad aiutarsi e il tutto divertendosi e creando anche una buonissima complicità.
Un film che mi ha fatta uscire dalla sala ridendo mentre cercavo di imitare il "modo di parlare" che i doppiatori italiani hanno dovuto adottare per farci rendere conto del diverso dialetto del nord rispetto a quello del sud.
Pensavo... ecco si può instaurare un bellissimo rapporto anche tra persone con abitudini diverse, con modi di parlare e di vestire diversi... ero ottimista.
Poi questa mattina al bar ho letto sul nostro giornale locale di un altro atto di violenza accaduto sabato scorso proprio in centro città con alla base sempre l'intolleranza.
Dopo il tragico evento successo in maggio, ci risiamo, senza contare quelli che succedono e di cui non viene scritto nulla.
Io amo questa città, possibile che debbano esserci questa violenza?
Oggi sono triste, preoccupata e anche spaventata...
venerdì 5 dicembre 2008
Il contagio... della felicità
Si tratta di uno studio ventennale fatto su cinquemila persone (pubblicato dal British Medical Journal) in cui si dimostra che la gioia può passare da una persona all'altra come un virus.

Il contagio della felicità, scrivono, avviene soprattutto di persona, perchè osservando una persona manifestare felicità, tramite il sentimento dell'empatia il nostro cervello riceve degli stimoli che a sua volta trasmette al nostro organismo migliorando di conseguenza il nostro umore.
Questo sembra non succeda, però, nè nell'ambiente di lavoro, nè attraverso il telefono o la rete.
Il luogo di lavoro, secondo i ricercatori, fungerebbe da cuscinetto bloccando così il flusso delle emozioni positive.
Mi chiedo, a questo punto, perchè non succeda altrettanto con le emozioni negative, con l'infelicità e il pessimismo. Io spesso mi sento una spugna impotente, soprattutto al lavoro, davanti a nervosismo e a sentimenti tutt'altro che felici e positivi.
Mentre mi accorgo, che anche in forma minore, la felicità, possa passare attraverso internet, proprio grazie ai blog. Sicuramente l'effetto del contagio è inferiore rispetto al vedere una persona in carne ed ossa che ti sorride, che si muove trasudando felicità, ma credo che anche leggendo pezzi di vita e osservando immagini, in qualche modo si possa venire contagiati al buonumore. E poi l'ho sperimentato in questi giorni varicellosi, siete state in così tante a farmi compagnia e ad interessarvi di me. Vi devo proprio ringraziare per la vicinanza. :-)
Ho riflettuto leggendo questo articolo, e aldilà di numeri, statistiche e ormoni, sono convinta che sia una verità. Quante volte, conoscere o incontrare persone visibilmente felici ci ha lasciato dentro un segno di gioia, quanto volte un sorriso ricevuto ha fatto nascere sul nostro viso un nuovo sorriso. O quante volte, magari in un giorno di cattivo umore, abbiamo dato una svolta al nostro modo di essere per merito di un bacillo di felicità passatoci da un familiare, un amico o semplicemente da un conoscente?
Pensandoci bene, accade anche con i film, come ad esempio dal già nominato Favoloso Mondo di Amelie.
Forse c'è una distinzione tra felicità e buonumore e quindi tra reale e virtuale tra vicino e lontano.
La felicità è un qualcosa che ti colpisce direttamente al cuore facendolo pulsare intensamente, il buonumore da al cuore una carezza. Entrambi però, ci fanno bene, questo è certo.
E voi, cosa ne pensate?
on air: "Meravigliosa creatura" - Gianna Nannini
mercoledì 29 ottobre 2008
Why?
perchè una fetta biscottata spalmata di marmellata cade sempre a faccia in giù sulla tovaglia pulita o sul pavimento?
perchè quando cade una penna cade sempre di punta?
perchè quando cerchi qualcosa in borsa, ad esempio le chiavi è sempre nascosta al di sotto del resto?
perchè se da un plico di carte cerchi una foglio questo è sempre in fondo, ma se cominici dal fondo lo trovi tra i primi?
perchè se si rovescia un bicchiere sulla scrivania è sempre pieno d'acqua?
on air: " Purple rain" - Prince
domenica 26 ottobre 2008
La calma dell'acqua.
venerdì 10 ottobre 2008
Donne e borse...
Ultimamente la moda esigerebbe la borsa portata a braccio. A me non piace per niente, e mi sembra scomoda. Quando vedo queste signore un po' snob sfilare per la città in atteggiamento simili Paris Hilton mi chiedo se a fine passeggiata non si siano provocate una periartrite all'avambraccio e spalla. Riusciranno a distendere di nuovo il loro braccio? Dal gomito del tennista sui libri di medicina si passerà al gomito alla Hilton!.jpg)
on air: "With My Own Two Hands" - Ben Harper
giovedì 9 ottobre 2008
Se questo è un uomo
Ho spesso pensato alla sofferenza inflitta nei campi di concentramento o sterminio o di lavoro da un punto di vista prettamente fisico, ma da questo libro ho capito e valutato la parte psicologica... la perdita di identità. L'essere svuotati della propria personalità, un pericolo ancora più grave della sofferenza fisica. Riporto qui alcune righe che ho sottolineato e chi hanno dato da riflettere in modo particolare:

"... in questo Ka-Be (infermeria), parentesi di relativa pace, abbiamo imparato che la nostra personalità è fragile, è molto più in pericolo che non la nostra vita; e i savi antichi, invece di ammonirci "ricordati che devi morire", meglio avrebbero fatto a ricordarci questo maggior pericolo che ci minaccia. Se all'interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui. "
Primo Levi
on air: "Beautiful that way" - Noa
mercoledì 1 ottobre 2008
Inizio
Vorrei dirle di non considerare questo momento come la fine di un percorso ma come un'inizio, una nuova fase della sua vita. E soprattutto vorrei dirle che andrà tutto...
(foto: da un vecchio portoncino di un vicolo di Verona)
martedì 9 settembre 2008
L'anima vola
RITORNAR BAMBINILe cose che il bambino amarimangono nel regno del cuorefino alla vecchiaia.La cosa più bella della vitaè che la nostra animarimanga ad aleggiarenei luoghi dove una voltagiocavamo.
Kahlil Gibran
.jpg)
on air: "Il mio canto libero" - Lucio Battisti
lunedì 25 agosto 2008
Amo la vita!

Ripensando alla mia giornata
mi sento appesantito e stanco.Si, si ho vinto.
Bukowski



Questa frase me la dedico...