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martedì 22 maggio 2012

Compleanno numero 1!

E' passato un anno... dal 30 aprile 2011 un giorno indimenticabile! Il giorno in cui, di sorpresa, con un po' di anticipo sei nata TU e ti abbiamo stretta tra le nostre braccia. E da quel giorno tanto è cambiato.
Non ci sono parole per esprimere quello che proviamo per TE, tu sei AMORE coniugato in tante sue forme ed emozioni profonde.

Abbiamo organizzato il tuo compleanno con le nostre famiglie e gli amici più cari. E' stato un pomeriggio bellissimo, con tanti bambini.
Avrei voluto scattare più foto, ma quando sono arrivati tutti i 24 invitati avevo ben altro da fare... godermi la festaaaaaaaaaa!

Un grazie particolare alla mia cara amica Tamara per il suo affetto e la sua disponibilità in un momento non facile della sua vita. Lei che ha preparato questi favolosi cupcake, i biscotti decorati e soprattutto la bellissima torta. Lei che sapeva da tempo come desideravo la tua prima torta di compleanno! Grazie amica mia.










E una donna
che teneva un bambino al seno disse:
“Parlaci dei figli”.
Ed egli disse:

I vostri figli non sono vostri figli.
Sono figli e figlie del desiderio ardente
che la Vita ha per se stessa.
Essi vengono per mezzo di voi,
ma non da voi.
E benché siano con voi,
non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete dar alloggio ai loro corpi,
ma non alle loro anime,
poiché le anime
dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi.
La vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.

Voi siete gli archi
dai quali i vostri figli
come frecce viventi son lanciati.
L’arciere vede il bersaglio
sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce
volino veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia
dalla mano dell’Arciere;
poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che è ben saldo.
("Il Profeta" - Kahlil Gibran)






venerdì 14 ottobre 2011

Volare alto come i piccoli.

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi
al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,
farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsi
fino all'altezza
dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi,
alzarsi sulla
punta dei piedi.
Per non ferirli.

Janusz Korczak


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venerdì 16 settembre 2011

Giochiamo

Qualcuno ha scritto " I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie".
In effetti spesso l'espressione di Zoe con i suoi primi giochi è talmente seria e concentrata da impressionarmi. Da un po' di tempo ha iniziato a prendere coscienza delle sue manine, prima portandole alla bocca, poi toccando le cose e infine afferrandole.
I progressi che si vedono giorno per giorno, stupiscono, affascinano, inteneriscono.
A noi (io e il suo papà) piace tanto giocare, ed io ovviamente non perdo occasione per comprarle un nuovo giochino, quando trovo quelli che intendo io! Sono un po' difficile, anzi fastidiosa, nella ricerca dei giochi. Ho la fissa, del legno, della stoffa, dei colori e non amo molto i giochi cosiddetti multisensoriali con mille luci, suoni mp3 e chipiùnehapiùnemetta di cui sono pieni gli scaffali dei maggiori negozi per bimbi. Mi danno l'impressione di "ubricare" e iperstimolare i piccoli. Spesso nella culletta si perde a giocare e osservare semplicemente le sue manine, o in giardino se ci mettiamo sotto l'albero guarda con interesse le foglie che si muovono e ciò che la circonda. La siedo nello sdraino e mi metto davanti a farle i versi degli animali o qualche "balletto" e così interagiamo. Il suono che preferisce è lo squittio oltre alle nostre voci quando cantiamo o le facciamo i versetti. Quella del papà poi... ;-)
Dicono che un bambino tragga esempio dai genitori; noi amiamo la tranquillità e preferiamo rimanere incantati davanti ad un bel panorama e ascoltare musica o i rumori della natura piuttosto che entrare nella confusione di un centro commerciale il sabato, o in quei centri di divertimenti. Quando sarà grande sceglierà da sè, ora facciamo quel che ci sembra meglio.

Tornando a noi... quando ho visto questa palestrina mi sono entusiasmata, di legno e pure made in italy! Bingo!
Zoe cerca di afferrare questi piccoli giochini in legno e in centro ho aggiunto il suo preferito in stoffa. Per ora si ferma e sorride nel sentire anche un semplice campanellino.
Gioca amore mio, gioca finchè vuoi.

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domenica 3 ottobre 2010

Se devi amarla...

Come vi aveva promesso qui, ecco la seconda poesia.

Quella letta dal mio papà il giornodelsì.
Quando dopo aver letto la poesia dedicata a me ha spiegato che era felice perchè sapeva di non perdere una figlia ma di acquisire un figlio... non vi dico la commozione...


Se devi amarla, per null'altro sia
se non per amore.

Non dire mai:
"L'amo per il sorriso,
per lo sguardo,
la gentilezza del parlare,
il modo di pensare
così conforme al mio,
che un giorno mi rese sereno".

Queste cose,
possono in sé mutare o per te mutare.
Così fatto un amore può disfarsi.

E ancora, non amarla per pietà di lacrime
che bagnino il suo volto.
Il pianto può scordare
chi ebbe a lungo
il suo conforto, e perderla.

Soltanto per amore amala
e per sempre, per l'eternità.

Elizabeth Barrett Browning


La versione originale si intitola "Se devi amarmi"... il tutto è stato un pò modificato.

giovedì 30 settembre 2010

Una poesia per me e per voi!

Oggi vorrei ringraziarvi per i vostri commenti affettuosi, per la vicinanza.

Ieri sera a letto cercando stimoli positivi ho riletto due poesie che mio papà ha dedicato a me e al mio compagno il giornodelsì durante la cerimonia e vorrei condividerle con voi...
Questa è quella dedicata a me, domani l'altra!
Inutile dirvi quanto mi sia commossa (anche perchè ho la lacrima in tasca), nel vedere mio papà in piedi che con voce dolce e pacata leggeva questi versi per me. Hanno letto pensieri personali anche altre persone, tra cui i genitori del mio compagno, la mia testimone, un amico, uno zio... insomma abbiamo ricevuto davvero tanto affetto e tante parole molto sentite che hanno reso la cerimonia in comune personale e emozionante.
Ripensare a quei momenti fa bene.


Poesia indiana
Ti Auguro Tempo, per divertirti e per ridere,
tempo per stupirti e fidarti
Ti Auguro Tempo, non per affrettarti e correre
ma tempo per essere contenta
Ti Auguro Tempo, per il tuo Fare e per il tuo Pensare
non solo per te stessa, ma anche per poterlo donare
Ti auguro Tempo per perdonare
Ti Auguro Tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare
Ti auguro Tempo per sperare e per amare
Ti Auguro Tempo per vivere ogni tuo giorno,
ogni tua ora come dono
Ti Auguro Tempo
Tempo per la Vita


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martedì 3 novembre 2009

Adulazione



E mi accorgo che, per cattivarsi gli uomini, non c'è miglior via che ammantarsi delle loro inclinazioni, accettare i loro principi, incensare i loro difetti e approvare tutto quello che fanno.
Non c'è da temere di eccedere nella compiacenza; per quanto palese sia l'inganno, anche i più accorti si rivelano ingenui davanti all'adulazione.
Davvero non vi è nulla di così bizzarro o ridicolo che non si riesca a far loro inghiottire se ben condito di lodi.
In questo mestiere la sincerità ci va un po’ di mezzo, ma, quando si ha bisogno degli uomini, bisogna prenderli per il loro verso: e poiché non si possono raggiungere che da quel lato, la colpa non è degli adulatori, ma di coloro che vogliono esser adulati.

(L'avaro - Molière)


p.s. ringrazio mio papà per questa ispirazione

mercoledì 28 ottobre 2009

Per fare tutto ci vuole un fio-o-re!

Con questo post vorrei semplicemente esternare il mio amore per la natura, i fiori e in particolare per il legno: un materiale vivo, caldo, profumato, versatile, forte, mai uguale.



Per fare un tavolo
ci vuole il legno per fare il legno
ci vuole l'albero per fare l'albero
ci vuole il seme per fare il seme
ci vuole il frutto per fare il frutto
ci vuole il fiore ci vuole il fiore,
ci vuole il fiore, per fare tutto
ci vuole un fio-o-re.


testo di Gianni Rodari

Guardate da un fiore cosa può nascere...

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Le cose di ogni giorno
raccontano segreti a chi le sa guardare
ed ascoltare.






mercoledì 30 settembre 2009

Considero valore

Buongiorno... torno, finalmente, a scrivere sul blog.
Torno a dedicare un pochino di tempo solo a me.
Durante questi giorni caotici e faticosi e a volte anche divertenti siamo stati ad una festa. Una festa molto bella che ha riunito molte persone tra parenti e amici per il 40° compleanno della sorella del mio compagno.
Qualcuno ha recitato questa poesia di Erri De Luca. Questo brano mi ha colpita. Credo che certe parole che sentiamo in alcuni momenti della vita ci restino dentro più di altre.
Le vorrei condividere con voi.
VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (da “Opera sull'acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002)

giovedì 16 luglio 2009

Pensieri e speranze

"Se pensi ad una cosa alle tre del mattino
e poi ci ripensi l'indomani a mezzogiorno,
arrivi a conclusioni diverse."

Peanuts


La mattina sono più intraprendente, coraggiosa e guardo le cose con più obiettività. La notte i pensieri nascono con più ansia.

Continuo lungo il sentiero e spero...




giovedì 14 maggio 2009

Animo

Come è nobile chi,
col cuore triste,
vuol cantare ugualmente un canto felice,
tra cuori felici

Kahlil Gibran





venerdì 10 aprile 2009

Pasqua...

Stupirsi è accorgersi di trovarsi davanti al sorprendente e allo sconosciuto
a ciò che non è atteso, non previsto, non programmato
e supera la nostra stessa fantasia.
Stupirsi significa vedere la realtà con occhi rinnovati,
come se tutto fosse al suo primo giorno di vita.
Stupirsi significa chiedersi
perché le viole fioriscano a primavera nei luoghi più aridi e impensati,
perché le nuvole in cielo continuino ad aprirsi in nuove forme,
perché miriadi di insetti celebrino ancora la festa dell’ esistenza,
nonostante lo sterminio al quale li sottopone l’uomo.
Stupirci della Bellezza nell’arte e nella cultura
vere Impronte Divine nella storia.
Stupirsi significa superare il dubbio, l’ incertezza, l’angoscia;
vuol dire oltrepassare i propri limiti, la grettezza e la mediocrità.
Chi si stupisce
è capace di decidersi per la vita, per la lotta, la gioia, l’amore.
Chi si stupisce
è capace di riallacciare un rapporto nuovo con gli altri,
di apprezzare sotto nuovi aspetti, di ringraziare.
Chi non è più capace di stupirsi è un tronco morto,
un aggeggio inceppato e inutile.
Se è l’impazienza che ci stimola a proseguire,
e non ci dà tregua nelle soste che noi pretendiamo sempre definitive,
è lo stupore quello che ci rende creativi, originali, colmi di grandi desideri.
C'è ancora posto per la meraviglia
pensando a tutte quelle persone che sono infelici nella vita
e credono ormai di aver avuto tutto da essa.
Non sanno che hanno ancora mille meraviglie da vedere,
vivendo a contatto con la natura, o con la Bellezza.
Lo stupore è un dono.
Fa', o Signore, che non perda mai il senso del sorprendente.
Concedimi ancora il dono dello stupore
Donami occhi rispettosi del tuo Creato;
occhi attenti, occhi riconoscenti.
Signore, insegnami a fermarmi: l’ anima vive di pause;
insegnami a tacere: solo nel silenzio si può capire ciò che è stato concepito in silenzio..
Hai lasciato dappertutto le Tue impronte:
fa' che sappia vedere la Bellezza nei puntini delle coccinelle
e nel brillio delle stelle.
Rendimi, Signore, disponibile alle sorprese:
comprenderò la liturgia pura del sole, la liturgia mite del fiore;
sentirò che c'è un Filo conduttore in tutte le cose...
...e salirà il voltaggio dell’anima.

(grazie a mio papà che mi ha mandato questa bella lettura)


Auguri a tutti una Felice Pasqua, con un pensiero particolare a tutti coloro che stanno vivendo un momento difficile e di sofferenza.

Perchè tutti noi possiamo ogni giorno riuscire a STUPIRCI...

on air: "Rhymes and Reasons" - John Denver

martedì 24 marzo 2009

Il dono...

Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d'anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: "È oggi":
ad ogni giorno che tramonta io dico:
"Sarà domani". Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
nicamente perché sei la vita.


Ada Negri



martedì 10 marzo 2009

Sole e nuvole

Oggi che in cielo, come ieri, non trovo una nuvola, che l'aria è tersa come non succede spesso, che l'orizzonte sembra ancora più lontano, e le montagne ancora più vicine... quasi a portata di mano... vorrei farvi leggere una poesia sulle nuvole.
Si tratta di una canzone di Fabrizio De Andrè che ho ascoltato in auto ieri sera tornando con il mio amore da una splendida e romantica cenetta fuori. Dopo una passeggiata per le vie di Verona che ci ha visti camminare con il naso all'insù in Piazza delle Erbe e in Piazza dei Signori per ammirare le stelle e la luna bianca e quasi piena che davano ai palazzi antichi e alla Torre dei Lamberti una luce mangica, quasi di fiaba.
In quell'atmosfera silenziosa, con la sua mano calda e morbida che stringeva la mia... tutto mi sembrava ancora più speciale...
Quando c'è amore anche le nuvole, a volte, si riescono a guardare in modo diverso... proprio come sta facendo Chiara a cui mando un forte abbraccio.



Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Fabrizio De Andrè


giovedì 11 dicembre 2008

Chi sono?

Ho iniziato da un mese, (inclusa sospensione causa varicella!) un corso di musical.
E' un corso in cui insegnano recitazione, canto e danza. Mi ci sono voluti due anni per decidermi ad iscrivermi... causa pigrizia e timidezza.
Poi quest'autunno, mi sono detta, cosa aspetti? Ho voglia, mi piace, sono curiosa.... mi butto!
E così è stato, e ne sono felice, perchè è appassionante.
Le lezioni di recitazione sono le più coinvolgenti, è incredibile come contino i movimenti e i sentimenti in quello che vogliamo dire, o meglio comunicare. La voce è un dettaglio e cambia a seconda di come muovi il corpo, del pensiero e delle emozioni che hai dentro.
Credo che mi servirà per imparare molto non solo per lo spettacolo che faremo, ma per la vita di tutti i giorni.
Questa è una poesia che abbiamo letto e poi cercato di interpretare nell'ultima lezione, costruendo da questo pezzo una vera e propria storia.
Inutile dire che sono tornata a casa entusiasta.
E' una poesia, intensa che ho voglia di condividere con voi...
CHI SONO?
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.



Aldo Palazzeschi

domenica 26 ottobre 2008

La calma dell'acqua.

Ci vuole un po' di calma e un po' di forza, ma l'importante è rialzare la testa.


E alla fine concedersi un piccolo premio...

Questa frase me la dedico...
Il pericolo più grande nella vita è permettere che la cosa
urgente non lasci spazio a quella importante.


Anonimo

On air: "Time" - Pink Floyd

martedì 30 settembre 2008

Frase di settembre


Conserviamoci ancora un pergolato di tranquillità,
e un sonno pieno di sogni dolci,
e un respiro forte e quieto.

John Keats

lunedì 22 settembre 2008

Se

Se tardi a trovarmi, insisti.
Se non ci sono in un posto,
cerca in un altro,
perchè io sono fermo da qualche parte ad aspettare te.

Walt Whitman




On air: "Sabbia e sandali" - Daniele Silvestri

giovedì 18 settembre 2008

Jovanotti in Arena

...ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
...
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
da "Fango" di Jovanotti

martedì 9 settembre 2008

L'anima vola

RITORNAR BAMBINI
Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.


Kahlil Gibran

on air: "Il mio canto libero" - Lucio Battisti

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